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Porte aperte (poi chiuse) in concessionaria


di Pandorax
22.05.2025    |    738    |    13 9.9
"“Ora sei una meccanica vera” mi disse, si lavò le mani e ricominciò subito a penetrarmi in piedi..."
Mi è capitato negli anni di fare incontri erotici nei posti più disparati: navi, centri commerciali, ristoranti, negozi di vario genere, studi professionali, cliniche, studi dentistici…
Inizio, con questo racconto, a ricordare uno dei primi fatti in un luogo “ strano “.
Sottolineo e tengo a precisare che, come gli altri miei racconti, descrive un’esperienza REALMENTE vissuta!

-Tra i vari inviti ricevuti mi attirò la proposta di un gestore di concessionaria auto non distante da me. Mi proponeva di visitare la sua attività per poi farci qualche “giochino”. Gli proposi di darmi l’indirizzo senza fissare un appuntamento: sarei arrivata come una semplice cliente per poi portare la visita su altri interessi. L’uomo accettò, mi inviò una immagine a figura intera in modo che potessi riconoscerlo e mi consigliò di arrivare verso la tarda mattinata per poi usufruire della libertà consentita dalla chiusura in pausa pranzo.
Feci trascorrere qualche giorno poi un mattino mi preparai con minigonna, stivali, camicia e null’altro ne’ sopra ne’ sotto.
Arrivai accompagnata da mio marito fuori la concessionaria di una nota marca di auto il cui slogan era:”Porte aperte alla…” in effetti era aperta ma , fortunatamente per me , c’era poca gente.
Dissi a mio marito di restare per il momento in attesa in auto. Gli suggerii di entrare solo quando il proprietario avrebbe chiuso le porte.

- Dentro c’era solo una coppia che parlava con un anziano venditore. Iniziai a girare come per osservare le auto, entrai in una station wagon, la minigonna lasciava scoperto molto e per accentuare la situazione sbottonai un bottone della camicia in modo che il seno dall’alto fuori dell’auto fosse praticamente in vista.
Attesi un minuto e finalmente vidi avvicinarsi l’uomo che mi aveva scritto. Sulla cinquantina, alto, magro, elegante.
Si presentò con un sorriso che si accentuò notando le mie gambe e il seno. Mi chiese se potesse essermi utile.
“ Si grazie cerco un’auto spaziosa come questa mi piace viaggiare comoda e usare l’auto anche per altri scopi oltre lo spostarmi “.
“Deve caricare merci?”
“No più che altro se capita mi piace potermi distendere per rilassarmi. I sedili si ripiegano totalmente? “
“Certo “ replicò lui che non aveva ancora capito chi fossi. “ Comunque abbiamo anche una monovolume più capiente e versatile. Venga che gliela mostro “.
Uscendo aprii bene le gambe facendo vedere chiaramente che non indossavo intimo e restai un attimo ferma per fargli vedere bene lo spettacolo. Lui si bloccò un attimo poi sorrise compiaciuto quasi intuendo chi avesse di fronte. “Piacere Marco” si presentò. Mi presentai anche io e a questo punto, sentendo il mio nome, fu certo di chi fossi.
“ Che onore averti qui! Vieni che ti presento il mio socio. È al corrente degli inviti che faccio, non partecipa ma, se non ti da noi , osserva. “ Non ci sono problemi!” risposi sorridendogli.
Il salone era vuoto vista l’ora della pausa pranzo. Marco anticipò la chiusura di qualche minuto. “C’è mio marito da fare entrare” gli dissi accompagnandolo e facendo un cenno a Piero che chiuse l’auto e si unì a noi.

- Chiuse le porte Marco iniziò a accarezzarmi, mi guidò verso la monovolume, sbottonò la camicetta; io mi sfilai la gonna restando solo con gli stivaloni.
Ci sedemmo mentre mio marito e il socio guardavano in piedi da fuori l’auto commentando tra loro.
Iniziammo a limonare, io gli aprii la cerniera dei pantaloni trovando già un’ erezione notevole.
Giocammo un po’, poi lui mi fece alzare e mi invitò a sedermi sul pomello del cambio che mi entrò senza problemi tutto nella figa umida. Mi fece fare numerosi su e giù sul pomello e in pochi secondi ebbi il primo orgasmo.
- Uscimmo dall’auto: ero nuda. Le vetrine ovviamente consentivano la visuale dall’interno e dall’esterno. Non feci neanche caso se ci fosse qualcuno fuori percorrendo lo spazio che dall’auto salone portava agli uffici. Arrivammo tutti e quattro in una ampia stanza con scrivania, poltrone e un grosso divano. Mi ci stesi e Marco si accomodò vicino a me iniziando a leccarmi i capezzoli, poi la figa con lenti movimenti di lingua. Quindi si spogliò completamente anche lui e chiese al socio di portargli i profilattici dal cassetto della scrivania.
In pochi attimi fu dentro di me e iniziò a penetrarmi con colpi decisi. Mio marito e il socio parlarono tra loro e si avvicinarono. Ciascuno di loro iniziò a mordermi i capezzoli mentre Marco mi stantuffava deciso. Io ebbi un secondo orgasmo.

- Marco si arrestò, mi prese per mano e mi condusse fuori dell’ufficio in un corridoio che sbucò in una officina piccola ma ordinata e pulita. Prese un tubo collegato all’aria compressa e iniziò a soffiare forte sui capezzoli e poi sul pube: una sensazione mai provata ma molto piacevole, poi prese del grasso da un barattolo e me lo cosparse sul seno e sulle natiche; c’era una canottiera bianca ma tutta macchiata di grasso scuro, me la fece indossare. Sfilai gli stivali e rimasi scalza, nuda e soltanto con la canottiera macchiata. “Ora sei una meccanica vera” mi disse, si lavò le mani e ricominciò subito a penetrarmi in piedi. Facemmo l’amore per qualche minuto prima di godere entrambi, io per la terza volta, lui abbondantemente da come risultò una volta uscito da me mostrando il profilattico pieno di crema bianca. Lo tolse e lo svuotò sul mio seno mescolando la sua crema tiepida al grasso che mi aveva spalmato prima. Quel massaggio e la sensazione data da grasso e sperma mi provocarono un quarto orgasmo.

- Marco mi accompagnò al bagno pulito e con una spaziosa doccia dove entrammo entrambi insaponandoci e ridendo soddisfatti e appagati. Quando uscimmo dal bagno trovammo mio marito e l’anziano socio sorridenti e intenti a prendere un caffè vicino al distributore automatico.
Marco mi chiese se fossi soddisfatta del “tagliando “ e gli risposi che da quel giorno avrei portato la macchina per ogni evenienza solo da lui!
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